Cristo Re

Il brano di oggi, che chiude l’anno liturgico, non è una semplice parabola, ma la visione di un giudizio profetico che ci fa contemplare nello stesso tempo, in uno sguardo d’insieme, la verità di questo mondo e quella del mondo futuro. Mette in scena la fondamentale chiamata comune alla premura vicendevole come senso del vivere. Tale chiamata risponde all’inprint che sigilla la creazione: se il mondo è stato creato per amore, solo con l’amore trova il compimento, solo con l’amore se ne coglie il senso

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XXXIII domenica del tempo ordinario

Le letture di oggi si aprono con una paginetta simpatica: l’elogio della donna perfetta, quella donna che è difficile trovare, ma che comunque si trova più spesso di quanto si pensi. È la donna laboriosa, sempre in attività. Nel suo lavoro però ella non si limita a pensare soltanto alla propria famiglia, nè tanto meno a se stessa, ma tiene conto dei poveri di Dio, di coloro cui nessuno pensa e che non riescono a badare a se stessi: ella si sente incaricata di far loro giungere i segni dell’amore del Padre. Anch’essi sono amati dal suo Dio, il quale si serve dei suoi figli capaci per provvedere ai figli inesperti o incapaci.

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