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XV domenica del tempo ordinario

Obbedirai alla voce del Signore tuo Dio, osservando i suoi comandi…; e ti convertirai al Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima”! Mosè così parlò al popolo. Le parole  con tutto il cuore e tutta l’anima sono rimaste vive ad indicare la misura dell’amore dei credenti verso il loro Dio: l’amore, se è vero, è sempre completo, impegna tutto di sé, altrimenti non è amore! A noi non è certamente possibile vivere un amore totale verso Dio: il nostro amore sarà sempre in qualche modo limitato da quell’egoismo che portiamo dentro anche senza accorgerci. Possiamo però coltivare il desiderio e la volontà della totalità dell’amore, o meglio coltiviamo la nostra unione a Gesù: in lui abita “ ogni pienezza”, anche la pienezza dell’amore al Padre! Ci teniamo uniti a Gesù,  immagine del Dio invisibilecapo del corpo che è la Chiesa, il cui sangue versato è il segno dell’amore totale sia verso Dio che verso noi uomini!

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XIV domenica del tempo ordinario

La prima lettura prepara il nostro cuore all’annuncio dato dal vangelo. Rallegratevi… esultate, sfavillate di gioia! Quale notizia sta per raggiungerci? Il profeta Isaia annuncia pienezza di amore, pienezza di vita. L’amore grande come quello di una madre non ci mancherà, un amore che riempie la vita con senso di sazietà e di realizzazione piena! Dio viene a prendersi cura di noi, egli stesso ci vuole incontrare: “Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore”! La stessa gioia viene espressa pure dal salmo. Le opere di Dio ci fanno esultare di gioia, perché egli “non ha respinto la mia preghiera, non mi ha negato la sua misericordia”.

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Pentecoste

Oggi si compie quanto Gesù ha più volte promesso ai suoi Apostoli e discepoli. Lo Spirito Santo, il Paraclito, Spirito di verità, scende dal cielo ed entra nella vita di coloro che hanno conosciuto ed amato Gesù. Essi lo hanno atteso, come il Signore aveva loro indicato di fare. Lo hanno atteso come Consolatore, difensore, maestro interiore, esortatore e suggeritore. Il termine usato da Gesù, Paraclito, significa questo e anche molto di più. Lo Spirito è Spirito di Dio, e quindi, entrando nella storia d’un uomo, lo trasforma tanto da renderlo irriconoscibile, da divinizzarlo! Così sono stati trasformati gli apostoli. Sono diventati coraggiosi, sapienti, decisi, capaci di comunione, attenti alle necessità degli altri, gioiosi, forti, miti, umili. Soprattutto sono diventati capaci di testimoniare la morte e la risurrezione di Gesù, di parlarne con gioia, di dedicare la vita a questo annuncio. Essi hanno sperimentato che dalla fede in Gesù morto e risorto viene vita, pace, comunione, fedeltà, amore, e perciò si sono convinti che l’amore vero e pieno per gli uomini non può compiersi che annunciando loro l’amore che Dio ci ha dato in Cristo Gesù!

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V Domenica di Pasqua

Tutta la liturgia di oggi ruota attorno all’aggettivonuovo. L’ingresso segnala il cantonuovo, la colletta il fatto che Dio, nel suo Figlio,rinnovagli uomini e le cose, l’Apocalisse rivela: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”, il canto al vangelo e il vangelo: “Vi do un comandamento nuovo”, l’antifona dopo la comunione parla di vitanuova.

È strano come il brano evangelico di oggi non riporti nella sua interezza il versetto 33, che suona: “Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire”. Quel ‘dove vado io’ è essenziale per la comprensione del comandamento nuovo: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 14,34).

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IV Domenica di Pasqua

La lettura degli Atti ci pone al seguito dei primi missionari, Barnaba e Paolo, inviati dalla comunità di Antiochia. Là dove essi giungono si rivolgono anzitutto ai Giudei. Sono obbedienti al Signore, che aveva raccomandato di iniziare dal popolo d’Israele, portatore delle promesse. Questo popolo è il fulcro, il centro, attorno a cui possono riunirsi anche altri per condividere la fede nel Messia, in Gesù, e quindi la gioia della vita nuova. L’annuncio della morte e risurrezione del Signore non viene accolto facilmente da tutti i membri di questo popolo: si crea divisione tra di loro. Questa divisione diventa subito palese ad Antiochia di Pisidia e poi a Iconio (oggi grande città della Turchia), dove i due apostoli missionari arrivano. Quando questi subiscono il rifiuto e vengono scacciati, obbediscono ad un altro insegnamento del Signore: “Scuotete la polvere dai vostri piedi…”. Ed eccoli rivolti ai pagani, pronti a seminare la Parola in quell’immenso campo, che ancor oggi non è stato raggiunto del tutto, e attende con vivo desiderio di poter conoscere l’amore del Dio vivente.

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Domenica di Pasqua

La risurrezione di Gesù dai morti sta al centro della nostra fede, è inizio della nostra speranza, è fonte e garanzia della nostra carità. Non ci meravigliamo quindi che la Parola di Dio oggi ci venga offerta in abbondanza, tanto da metterci nell’imbarazzo della scelta. (Nel commento terrò presenti le letture citate sopra al di fuori delle parentesi).

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III domenica di Quaresima

Chi è Dio per noi? Chi siamo noi per lui? Quale relazione può stabilirsi tra noi e lui?

Potrebbero essere queste le domande cui le letture di oggi danno risposta, una risposta che ci spinge ad accogliere e rafforzare il legame con Dio, quel legame forte iniziato con il santo battesimo. Non dimentichiamo che la Quaresima è il tempo destinato a prepararci a rinnovare con decisione gli impegni battesimali, in modo da goderne i frutti con rinnovata consapevolezza!

Dio si manifesta a Mosè. Fuggito dall’Egitto, egli si trova nel deserto a pascolare animali non suoi. Con la fuga ha dovuto abbandonare ogni velleità di salvare il suo popolo dalla schiavitù al faraone e dall’inimicizia che non risparmia nemmeno i suoi fratelli. Egli deve ammettere che l’uomo, con le proprie forze, non può fare nulla a favore dell’uomo. È rassegnato a non poter fare più nulla, ma Dio no, non si rassegna!

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V domenica del tempo ordinario

Il nostro Dio è un Dio… strano: vuole servirsi solo di uomini peccatori, o meglio, che sanno di essere peccatori! Potrebbe essere questa la conclusione della lettura dei brani odierni, che ci mettono davanti le figure del grande profeta Isaia e degli apostoli Pietro e Paolo. Pur tanto diversi, questi uomini hanno in comune due realtà: chiamati da Dio, si riconoscono peccatori.

Isaia si accorge di essere alla presenza del Dio immenso quando gli viene donata la visione dei Serafini, che cantano le parole, divenute poi la lode di tutti i cristiani nel momento centrale della liturgia: “Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della sua gloria”.

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II domenica del tempo ordinario

Le parole del profeta Isaia ricalcano altre pagine che abbiamo udito nel tempo natalizio, tempo in cui Gesù è stato manifestato come il dono di Dio per i poveri, l’inviato del Padre per far risplendere la luce ai popoli, il re degno di adorazione da parte di tutti, la stella visibile da lontano! Egli manifesterà l’amore di Dio per il popolo come l’amore di uno sposo per la sua sposa: sarà la gioia di tutti, di Dio e degli uomini! Questi gioiosi annunci ci aiutano ad accogliere la nuova manifestazione di Gesù, quella operata da lui stesso, la terza dopo quella della stella ai magi e quella del Padre al popolo raccolto da Giovanni presso il fiume Giordano.

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Solennità di Maria Madre di Dio

Il nuovo anno inizia con la celebrazione dell’ottava del Natale, festa della divina maternità di Maria. È come un’invocazione di benedizione su tutto l’anno. Dal Padre, che ha benedetto la Vergine Maria, la quale porta ed ha dato alla luce il Benedetto, discende per noi ogni benedizione. Se la formula di benedizione riportata nel libro dei Numeri concerne Israele, il salmo 66 la estende a tutta l’umanità perché ormai Colui, che del Padre è lo splendore, è nato per noi. In Lui si concentra la pienezza di benedizione, in Lui che è nato nella pienezza dei tempi, come dice l’apostolo. Ciò significa che la Sua benedizione copre tutti i tempi e contemporaneamente ogni genere di tempo, tutto il tempo della vita in tutte le situazioni possibili.

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